tradimenti
Il Conte, La Maitresse e la Ninfomane
giorgal73
28.07.2025 |
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"Sento la sua mano scivolare lungo il mio petto, le dita che giocano pigramente con i peli che lo ricoprono..."
Attenzione: questa è la terza parte di una bella avventura. Andate alla fine per scoprire gli altri capitoli e leggere tutta la storia dall' inizio, per non perdervi dettagli importanti!Cazzo, esclamo nella mia mente. Non pensavo che rispondendo ad un annuncio, che sembrava la solita presa in giro, mi sarei ritrovato in una situazione così perversa ed eccitante. Mi guardo indietro e ripenso a quando Isabella mi ha aperto prima la porta di casa e poi la porta della sua estasi.
Ora, al magnifica creatura è la padrona delle mie emozioni e ogni istante, che la guardo, continuo a essere incredulo. La perversione malata di Isabella e di suo marito mi sono entrate nel profondo del corpo.
Isabella si alza, il costume è così piccolo e appiccicato addosso che sembra una seconda pelle. Ogni forma intima viene evidenziata, creando in me un subbuglio nell’anima e in Little Joe. Il suo culo ondeggia mentre si dirige verso la porta del patio per entrare in villa, tuttavia, noto che le sue gambe tremano leggermente. Il suo passo è diverso, più cauto, come se ogni movimento le ricordasse quello che è appena successo.
La seguo, sentendo ancora il sapore di lei sulla mia lingua, l'odore della sua pelle che mi riempie le narici. Il conte chiude la fila, e sento il suo sguardo fisso sulla mia schiena nuda. C'è qualcosa di inquietante in quel silenzio, come se stesse pianificando qualcosa che non riesco ancora a immaginare.
Quando entriamo nel salone, qualcosa è cambiato. Le luci sono più soffuse, quasi intime, e sul tavolino c'è una bottiglia di champagne in un secchiello con del ghiaccio. Ma quello che mi colpisce di più è la presenza di una seconda donna seduta su uno dei divani bianchi. Indossa un babydoll bianco e nero, che non nasconde nulla. La sua figa è completamente rasata e le labbra sono carnose e invitanti. I suoi occhi scuri mi scrutano con curiosità mentre beve lentamente da un calice di champagne. Ha i capelli Bianchi e vaporosi, Due seni generosi che a mala pena vengono trattenuti dal succinto abbigliamento.
«Ti presento Sofie,» dice il conte con un sorriso che mi fa raggelare il sangue. «È una mia vecchia e cara amica. Ha 5 anni meno di me , ma ne dimostra 50, come puoi notare. E’ stata la mia prima donna, colei che ha rubato la mia verginità. E’ stata una famosa Maitresse del Canton Ticino, le donne più belle e disinibite della Svizzera sono state sue allieve, e anche la mia Isabella sta imparando da lei. Sofie è l’unica che riesce ancora a farmi godere e lei è solo mia. Ricordalo, puoi fare tutto con Isabella, ma non con Sofie.»
La guardo meglio mentre il conte parla. Sofie ha un'eleganza decadente che traspare da ogni gesto. Nonostante l'età, il suo corpo conserva una sensualità magnetica: la pelle ancora tesa, i movimenti studiati di chi ha fatto del piacere una forma d'arte. Quando i nostri occhi si incontrano, sento un brivido diverso da quello che provo con Isabella. È qualcosa di più profondo, più pericoloso.
«Piacere,» dice Sofie con voce vellutata, un accento leggermente straniero che rende ogni parola più seducente. «So che sei qui per il piacere di Isabella, comportati bene e falla godere come merita.»
Isabella si avvicina a Sofie e le sussurra qualcosa all'orecchio. La donna più anziana sorride, un sorriso che promette cose che non oso immaginare. Sento la tensione crescere nella stanza, elettrica come l'aria prima di un temporale.
«Sofie ha insegnato a Isabella tutto quello che sa,» continua il conte, versando champagne nei calici. «E stasera ha deciso di assistere insieme a me alle performance della mia dolce e depravata mogliettina. Vuole valutare i suoi miglioramenti.»
Prendo il calice che mi porge, le mie mani tremano leggermente. L'idea di essere osservato da questa donna misteriosa mentre faccio sesso con Isabella mi eccita e mi terrorizza allo stesso tempo. C'è qualcosa nei suoi occhi che mi dice che ha visto tutto, fatto tutto, e che io sono solo l'ultimo di una lunga serie di uomini che ha studiato come fossero cavie da laboratorio.
«Isabella, perché non mostri al nostro ospite quanto hai imparato bene le mie lezioni? Ricordati che sei tu e il tuo corpo a dominare.» dice Sofie, la voce dolce ma con un'autorità che non ammette repliche.
Isabella annuisce, i suoi occhi brillano di eccitazione mista a reverenza. Si avvicina a me, le mani scivolano sul mio petto nudo ancora umido per il sole e il sudore. Ma questa volta è diversa : i suoi movimenti sono più controllati, più studiati, come se stesse eseguendo una coreografia perfetta.
«Siediti,» sussurra, spingendomi delicatamente verso il divano.
Obbedisco, sentendo gli occhi di Sofie che mi seguono ogni movimento. Il conte si posiziona nella sua solita poltrona, ma questa volta non è solo. Sofie si alza e va a sedersi sul bracciolo accanto a lui, la mano gli accarezza dolcemente la spalla.
Isabella si in ginocchia davanti a me, le mani scivolano lentamente lungo le mie cosce. Sento il peso dello sguardo di Sofie su di noi, e capisco che ogni movimento di Isabella è una lezione messa in pratica.
«Guarda come lo tocca,» mormora Sofie al Conte, la voce bassa ma chiaramente udibile. «Vedi quanto è migliorata nel controllo del ritmo?»
Le dita di Isabella danzano sulla mia pelle con una maestria che non avevo notato prima. Ogni carezza sembra studiata per massimizzare l'effetto, per portarmi esattamente dove lei vuole. Mi rendo conto che quello che ho vissuto fino ad ora era solo un assaggio di quello che questa ragazza sa veramente fare.
«Ti piace essere osservato?» mi sussurra Isabella, i suoi occhi che guizzano tra me, il Conte e Sofie. «Ti eccita sapere che stanno studiando ogni tua reazione?»
Non riesco a rispondere, la sua bocca ha trovato la mia erezione e la sensazione è così intensa che mi fa dimenticare tutto il resto. Ma sento comunque gli occhi di Sofie che mi scrutano, che analizzano ogni mio gemito, ogni contrazione dei miei muscoli.
«Brava, cara,» dice Sofie con tono approvativo. «Ricordati di quello che ti ho insegnato sulla respirazione. Controllala, falla diventare parte del gioco.»
Isabella rallenta, i suoi movimenti diventano più deliberati. Il suo respiro caldo sulla mia pelle crea un contrasto con l'aria fresca del salone che mi fa impazzire. Sento che sta mettendo in pratica tecniche che ha imparato, e io sono il fortunato beneficiario di questa educazione perversa.
Il Conte ha attirato la sua musa più vicino a lui, Sofie ora seduta sulle sue ginocchia come se fosse una bambola di porcellana. Le sue mani rugose le accarezzano le cosce mentre entrambi ci osservano con un'intensità che mi fa sentire nudo ben oltre la mia nudità fisica.
«Adesso mostragli la posizione che abbiamo usato la settimana scorsa con l'atro uomo. Con Giorgio dovrebbe essere più semplice, non ha una pancia immensa come l'altro e il pene è più grande e reattivo,» dice Sofie, e nella sua voce sento l'autorità di chi è abituata a essere obbedita senza discussioni.
Isabella si alza, mi prende per mano e mi guida verso il centro della stanza. Il pavimento di marmo è freddo sotto i miei piedi, ma il calore del corpo di Isabella mi avvolge come una promessa. Mi posiziona al centro della stanza, le sue mani mi guidano con fermezza ma gentilezza.
«Sdraiati,» mi ordina, indicando un tappeto persiano che non avevo notato prima.
Mi distendo, il tessuto ruvido contro la mia schiena nuda. Isabella si muove con grazia felina, posizionandosi sopra di me ma in direzione opposta. Capisco immediatamente cosa sta per succedere - una posizione che amo e che mi eccita da morire, una doppia sensazione, una doppia libidine. Un sessantanove che mi permetterà di assaporarla nuovamente.
Il suo sesso si abbassa sul mio viso mentre la sua bocca trova la mia erezione. È come se il mondo si riducesse a questo scambio perfetto di piacere, a questa simmetria carnale che ci unisce in un cerchio infinito di sensazioni.
«Osserva la sua tecnica,» sento Sofie dire al conte. «Vedi come mantiene il controllo anche quando riceve piacere? Questa è la vera arte. Però anche il porco ci sa fare!»
La lingua di Isabella danza sulla mia pelle con una precisione chirurgica, trovando punti che non sapevo nemmeno esistessero. Rispondo con altrettanto entusiasmo, perdendomi nel sapore salato della sua intimità, nel profumo inebriante che mi fa girare la testa.
«Più lento,» ordina Sofie, e Isabella obbedisce immediatamente, rallentando i movimenti fino a renderli quasi ipnotici. «Fallo durare, insegnagli la pazienza.»
Il tempo sembra dilatarsi, ogni secondo diventa un'eternità di piacere sospeso. Sento i muscoli di Isabella tremare sopra di me, ma la sua disciplina è impressionante: non accelera, non cede alla tentazione di precipitare verso l'orgasmo.
«Sei pronto per la fase successiva?» mi chiede Isabella, sollevandosi leggermente per guardarmi negli occhi.
Annuisco, incapace di parlare. Lei sorride, un sorriso che ha qualcosa di diverso ora è il sorriso di un'allieva che sa di star facendo orgogliosa la propria maestra.
Con movimenti fluidi, Isabella cambia posizione, guidandomi in una danza carnale che sembra seguire una coreografia invisibile. Il suo corpo si adatta al mio con una precisione matematica, trovando angoli e ritmi che massimizzano il piacere per entrambi.
«Guardala,» sento Sofie sussurrare al Conte, alzo gli occhi e vedo la mano della Maitresse sul pene del suo uomo che lo massaggia con maestria.
«Guarda come è brava nel controllare il piacere, è una vera puttana, le piace godere e la vendetta delle umiliazioni subite dallo zio vengono annullate ad ogni suo gemito.» continua Sofie, la sua voce un sussurro ipnotico che riempie la stanza.
«Osserva come usa tutto il corpo, non solo le parti ovvie.»
È vero. Isabella si muove sopra di me con una precisione che trascende il semplice istinto. Ogni rotazione dei suoi fianchi, ogni contrazione muscolare sembra studiata per massimizzare le sensazioni. Mi chiedo quante ore di "lezioni" abbia ricevuto da questa misteriosa donna per raggiungere tale livello di maestria.
Il Conte ansima sulla poltrona, gli occhi vitrei fissi su di noi mentre Sofie continua a massaggiarlo con movimenti esperti. C'è qualcosa di ipnotico nel modo in cui noi quattro siamo connessi in questo rituale di carne e desiderio: io e Isabella fisicamente uniti, Sofie e il Conte che ci osservano, alimentando il nostro piacere con i loro sguardi e la loro approvazione.
«Adesso, Isabella,» ordina Sofie con voce ferma. «Mostragli la tecnica dell'onda.»
Isabella sorride contro la mia pelle, poi inizia a muoversi in un modo completamente nuovo. Il suo corpo ondeggia sopra il mio come acqua, una serie di contrazioni muscolari partono dalle sue spalle e si propagano fino alle dita dei piedi. Ogni movimento crea una pressione diversa, un angolo nuovo, un'intensità che mi fa vedere stelle.
«Dio,» gemo, incapace di trattenermi.
«Vedi?» dice Sofie al Conte, con un tono soddisfatto. «Ha imparato bene.»
Sento il mio controllo vacillare sotto questa nuova tecnica. È come se Isabella stesse suonando il mio corpo come uno strumento, trovando note che non sapevo di possedere. Cerco di resistere, di prolungare questo momento, ma è quasi impossibile.
«Non ancora,» sussurra Isabella, percependo la mia imminente resa. «Respira profondamente. Seguimi.»
Obbedisco, sincronizzando il mio respiro al suo. È incredibile come questo semplice atto di respirare insieme crei una connessione ancora più profonda tra noi, un ritmo condiviso che trasforma il piacere in qualcosa di quasi spirituale.
«Brava,» mormora Sofie. «Ora è completamente tuo, puoi dargli il colpo di grazia.»
Isabella cambia ancora il suo movimento, aggiungendo una rotazione del bacino che mi fa letteralmente urlare di piacere. È come se avesse trovato un interruttore segreto dentro di me, qualcosa che nessun'altra donna ha mai scoperto. Sento il mio corpo rispondere a ogni suo tocco come se fosse stato creato appositamente per questo.
«Ti piace?» mi sussurra, gli occhi che brillano di malizia e orgoglio. «Questa è una tecnica speciale che Sofie mi ha insegnato. La chiamiamo 'la chiave del paradiso'.»
Non riesco a rispondere, posso solo gemere mentre il mio corpo si contorce sotto il suo. Guardo oltre la sua spalla e vedo Sofie che annuisce con approvazione, la mano che continua a lavorare il membro del Conte con la stessa precisione metodica che Isabella sta dimostrando con me.
«Adesso,» ordina Sofie improvvisamente, la voce ferma come un colpo di frusta.
Isabella cambia immediatamente ritmo, accelerando i movimenti in un crescendo perfettamente orchestrato. Sento il mio orgasmo costruirsi dentro di me come un'onda gigantesca, impossibile da fermare.
«Insieme,» sussurra Isabella, e capisco che anche lei è vicina. I suoi muscoli interni mi stringono in una morsa deliziosa, pulsando al ritmo del suo respiro accelerato.
Esplodiamo insieme, il piacere che ci travolge come un'onda di marea. Sento il mio corpo sussultare sotto il suo, ogni nervo che grida di estasi. Isabella getta la testa all'indietro, la schiena inarcata in una curva perfetta, un grido silenzioso che le deforma le labbra.
Nel momento stesso in cui raggiungiamo l'apice, sento il Conte ansimare pesantemente e vedo Sofie sorridere con soddisfazione. È come se i nostri orgasmi fossero collegati da un filo invisibile, un quartetto di piacere perfettamente sincronizzato.
Isabella crolla su di me, il respiro affannoso contro la mia pelle sudata. Il suo corpo trema ancora per gli ultimi spasmi dell'orgasmo, piccole scosse elettriche che ci attraversano entrambi.
«Magnifico,» commenta Sofie, la voce calma che contrasta con l'intensità di ciò che è appena successo. «Hai fatto progressi notevoli, Isabella.»
Il Conte si è abbandonato sulla poltrona, gli occhi chiusi e un'espressione di pura beatitudine sul volto rugoso. La mano di Sofie è ricoperta del bianco piacere del Conte e senza esitazione, le sue labbra trovano la cappella violacea desiderosa di essere ripulita.
Le labbra di Sofie scivolano lentamente lungo il membro del nostro ospite, pulendolo con meticolosa precisione. C'è qualcosa di sacro nel modo in cui esegue questo gesto, come un rituale antico che trascende la semplice carnalità. I suoi occhi, però, non lasciano mai i miei, come se volesse assicurarsi che stia osservando, imparando.
Isabella si solleva da me con movimenti languidi, il corpo ancora tremante. Si siede accanto a me sul tappeto, la pelle lucida di sudore che riflette la luce soffusa della stanza. Mi accarezza il petto con le dita, tracciando cerchi pigri attorno ai miei capezzoli.
«Ti è piaciuta la lezione?» mi sussurra, abbastanza forte perché anche gli altri possano sentire.
«Sei stata bravissima, mi hai prosciugato di ogni energia e mi hai fatto godere in un modo così spettacolare e intenso, che vorrei riprovare all’ infinito,» rispondo, la voce ancora roca per l'intensità dell'esperienza.
Sofie si alza dalla poltrona con una grazia sorprendente per una donna della sua età. Il suo babydoll si è spostato, rivelando frammenti di pelle che raccontano storie di piaceri passati. Si avvicina a noi con passi misurati, ogni movimento calcolato per attirare lo sguardo.
«Isabella è un'allieva eccezionale,» dice, la voce un velluto ruvido che accarezza l'aria. «Ma ha ancora molto da imparare.»
Il Conte si è ricomposto, la vestaglia ora chiusa a nascondere il suo corpo esausto. Osserva la scena con occhi lucidi, come se stesse assistendo a uno spettacolo che ha visto innumerevoli volte eppure non si stanca mai.
«Sofie è stata la mia salvatrice,» dice improvvisamente, la voce un sussurro rauco. «Quando pensavo di non poter più provare piacere, lei mi ha mostrato un mondo nuovo.»
C'è qualcosa nella sua voce, una vulnerabilità che non gli avevo sentito prima. Mi chiedo quale sia la vera storia tra questi due, quale passato condividano che ha portato a questo strano ménage à trois... o quattro, considerando la mia presenza.
«La vera arte dell'erotismo non è nel raggiungere l'orgasmo,» continua Sofie, avvicinandosi a Isabella e accarezzandole i capelli con un gesto quasi materno. «È nel controllo, nella capacità di portare sé stessi e gli altri esattamente dove si vuole, quando si vuole.»
Isabella annuisce, gli occhi fissi su Sofie con un'adorazione che mi colpisce profondamente. C'è un legame tra loro che va oltre l'insegnante e l'allieva: qualcosa di più intimo, più complesso. Sembrano Madre e figlia.
«Domani ti mostrerò una nuova tecnica,» dice Sofie a Isabella, la voce bassa e promettente. «Qualcosa che ti permetterà di portare il tuo ospite ancora più in profondità nel piacere.»
Sento un brivido attraversarmi la schiena all'idea di cosa possa significare. Cosa potrebbe esserci oltre quello che ho già sperimentato? Il pensiero è terrificante ed eccitante allo stesso tempo.
Il Conte si alza dalla poltrona con movimenti lenti, il corpo anziano che sembra aver recuperato una certa vitalità dopo l'orgasmo. Si avvicina a noi, gli occhi che brillano di una luce che non so interpretare.
«È tardi,» dice, posando una mano sulla spalla di Sofie. «Credo che sia ora di ritirarsi.»
Sofie annuisce, poi si china verso di me. Il suo profumo mi avvolge, non è dolce come quello di Isabella, ma più intenso, più complesso, stratificato come un buon vino invecchiato. Le sue labbra si avvicinano al mio orecchio, il respiro caldo che mi solletica la pelle.
«Riposa bene,» sussurra. «Ne avrai bisogno per domani.»
Si allontana prima che possa rispondere, seguendo il Conte fuori dalla stanza. Li osservo mentre si allontanano, la figura alta e imponente di Sofie accanto a quella più fragile del Conte. C'è una familiarità nei loro movimenti, come se avessero percorso questo stesso tragitto innumerevoli volte.
Isabella è ancora accanto a me, il corpo caldo premuto contro il mio. Sento la sua mano scivolare lungo il mio petto, le dita che giocano pigramente con i peli che lo ricoprono.
«Sei stanco?» mi chiede, la voce un sussurro provocante.
«Un po',» ammetto, sentendo la stanchezza della giornata intensa pesare sulle mie membra.
«Ma anche curioso.»
Lei sorride, un sorriso che ha qualcosa di nuovo dopo l'interazione con Sofie: è più consapevole, più misurato.
«Curioso di cosa?»
«Di te, di Sofie, di tutta questa situazione,» rispondo, sentendomi improvvisamente perso. Il fatto di essere in una situazione che va ben oltre la mia esperienza normale mi fa sentire esposto, ma anche incredibilmente eccitato.
Isabella mi studia con quegli occhi blu che sembrano leggere dentro la mia anima. C'è qualcosa di diverso nel suo sguardo ora - una profondità che prima non avevo notato, come se l'interazione con Sofie avesse risvegliato in lei una consapevolezza nuova.
«Sofie è speciale,» dice, la voce bassa e quasi riverente.
«Mi ha insegnato che il piacere è un'arte, non solo un istinto. Prima di lei, facevo sesso. Ora, creo esperienze. Soprattutto per me e il mio piacere.»
Le sue parole mi colpiscono profondamente. Mi rendo conto che quello che ho vissuto oggi non è stato solo sesso incredibile - è stato qualcosa di più raffinato, più costruito. Come la differenza tra bere un vino della bottiglia e partecipare a una degustazione curata da un sommelier esperto.
«E tuo marito? Come si inserisce in tutto questo?»
Isabella sorride, un'espressione dolce e malinconica allo stesso tempo. «Il Conte mi ha dato libertà, ma anche struttura. Mi ha permesso di esplorare la mia sessualità senza giudizio, e in cambio trova piacere nel guardarmi. Mi ha salvato dall’ auto distruzione. È un equilibrio perfetto.»
Si alza dal tappeto, il corpo nudo che si muove con quella grazia felina che ormai riconosco. Si dirige verso un mobile bar nell'angolo della stanza, versando due bicchieri di un liquore ambrato. Quando me ne porge uno, le nostre dita si sfiorano e sento ancora quella scintilla elettrica.
«Domani Sofie ti mostrerà la sua arte, ci farà assistere ad un amplesso del Conte. Saremo noi i spettatori di uno spettacolo , del suo spettacolo. Ogni volta che li vedo, vorrei prendere il suo posto e far godere mio marito, ma purtroppo non riesco a soddisfarlo come lei. C'è qualcosa nel loro rapporto che io non posso raggiungere, una connessione che va oltre il sesso.»
«Sei gelosa?» le chiedo, bevendo un sorso di whisky che mi brucia la gola.
«Non gelosa,» risponde, sedendosi accanto a me sul divano. «Invidiosa, forse, Sofie ha qualcosa che io sto ancora cercando di capire. Una profondità nell'arte del piacere che trascende la tecnica. È come se conoscesse segreti che io posso solo intuire.»
Il liquore mi scalda lo stomaco mentre osservo Isabella. C'è qualcosa di poetico nel modo in cui parla di Sofie, come se stesse descrivendo una divinità irraggiungibile.
«E tu cosa provi quando li guardi insieme?»
Isabella chiude gli occhi per un momento, come se stesse rivivendo una memoria particolare.
«Provo ammirazione. Il modo in cui Sofie riesce a risvegliare in lui una passione che credevo perduta... è arte pura. Ogni suo gesto è calcolato per massimizzare il piacere di lui, ma anche il proprio. È un equilibrio perfetto che io sto ancora imparando a raggiungere, mi fa eccitare da morire. Sai , spesso mi masturbo pensando a loro e godo veramente tanto.»
Sento una strana eccitazione crescere dentro di me all'idea di assistere domani a questo spettacolo. Però, la visione del corpo giovane e meraviglioso di Isabella è la vera attrazione che mi fa impazzire. La osservo, ancora completamente nuda, la pelle che luccica alla luce soffusa. Mi chiedo se sia sempre così - questa continua tensione sessuale, questa costante esplorazione di piaceri nuovi. La sua vita sembra un perpetuo stato di eccitazione, un'eterna ricerca di nuove sensazioni.
«Vieni,» dice improvvisamente, alzandosi e tendendomi la mano.
«Ti mostro la tua stanza.»
La seguo, il mio corpo nudo che segue il suo attraverso corridoi silenziosi. La villa sembra dormire intorno a noi, i nostri passi attutiti dalla morbida moquette. Arriviamo a una porta di legno scuro che Isabella apre con un gesto fluido.
«Questa è la tua stanza per stanotte,» dice, facendomi entrare.
L'ambiente è lussuoso ma non ostentato: un grande letto a baldacchino domina lo spazio, coperto da lenzuola che sembrano seta. Le pareti sono di un blu profondo, quasi nero nella luce fioca della lampada sul comodino.
«Riposa bene, mio bel ciccione» sussurra Isabella, baciandomi leggermente sulle labbra. «Domani sarà... intenso.»
Si allontana verso la porta, ma poi si ferma, voltandosi a guardarmi un'ultima volta.
--- CONTINUA ---
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La storia che avete appena letto è una storia basata su eventi veri, accaduti l'ultimo weekend di Giugno 2025. I nomi e i link, ovviamente sono di fantasia, quindi è inutile che cerchiate i protagonisti. Le sensazioni e le emozioni che ho provato sono state intense. La perversione della situazione è stata così assurda che neanche uno sceneggiatore di film porno avrebbe potuto immaginare tutti gli eventi. All' inizio ho creduto in uno scherzo, ma poi , mi sono ricreduto. Non pensavo che una ragazza così giovane fosse così perversa, ma la natura umana è particolare e la vita difficile, alcune volte reclama la sua vendetta. Isabella si vendica degli abusi giovanili che ha subito da uno zio pervertito, sottomettendo gli uomini con la sua stessa fisicità al suo desiderio e al suo godimento.
Se avete seguito le avvertenze all 'inizio, ecco i linck alle storie precedenti, mi raccomando, vanno lette in seguenza:
1) La giovane moglie ninfomane e il conte : https://www.annunci69.it/racconti-erotici/tradimenti/La-giovane-moglie-ninfomane-e-il-conte_160379.html
2) La promessa del conte e la moglie pervertita : https://www.annunci69.it/racconti-erotici/tradimenti/La-promessa-del-conte-e-la-moglie-pervertita_160648.html
Bene, ora tocca a voi giudicare se sono un genio incompreso o solo un tizio che si crede uno scrittore. Un voto, dai, non fate i tirchi! E se vi va, lasciate pure un commento, anche uno di quelli che fanno ridere.
Scrivo queste storie perché mi piace farvi sognare, ma anche perché mi piace farmi un po' di pubblicità. Diciamo che sono un po' come un venditore ambulante di sogni proibiti. E sì, ho un debole per le donne, ma non sono fissato su un solo tipo. Anzi, mi piace sperimentare!
Se vi va di far parte della mia cerchia di ammiratori (o complici), contattatemi pure. Magari insieme possiamo inventare o vivere(meglio) una storia ancora più pazza. Io sono come la pubblicità occulta, mi sponsorizzo tra le righe, quindi la cosa migliore è conoscermi e poi si vedrà!
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moglie ninfomane voyeurismo arte dell'erotismo ménage à trois orgasmo sincronizzato seduzione raffinata sottomissione e vendetta
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